Immigrazione, identità e integrazione: le esperienze positive del Marconi

Anche l’I.I.S.I.T Marconi è stato protagonista domenica 29 ottobre al Centro Culturale Zo di Catania dell’incontro-dibattito organizzato sul tema Immigrazione-Identità-Integrazione nell’ambito della presentazione del libro “A Mani Nude”, scritto dalla docente della scuola, Lucia Andreano. Accanto al Procuratore aggiunto della Repubblica di Catania, Ignazio Fonzo, al componente della direzione nazionale delle Acli, Santino Scirè e al presidente dell’Associazione internazionale Diplomatici, Claudio Corbino, è intervenuto, infatti, il dirigente scolastico del Marconi, l’ing. Ugo Pirrone. Il preside ha sottolineato l’impegno profuso in questi anni dalla scuola, che ha messo a disposizione dei ragazzi immigrati che si sono iscritti tutti i mezzi e le risorse possibili, sostenendoli ed aiutandoli anche e soprattutto grazie alla volontà e alla disponibilità mostrata da tutti i docenti. “Devo dire – ha spiegato il preside alle oltre 300 persone che hanno assistito al dibattito – che ci siamo trovati anche di fronte a ragazzi che sono arrivati da noi dopo essere stati respinti da altre scuole che non li avevano accettati. Per il Marconi integrare questi ragazzi non solo è importante, ma rappresenta anche un arricchimento, perché la loro presenza nelle classi è formativa per tutti gli studenti che frequentano la nostra scuola”.
Il Marconi, tra l’altro, da anni ormai porta avanti progetti ed iniziative legate alla presenza crescente di immigrati nel territorio. Oltre ai sette studenti che frequentano quest’anno regolarmente le lezioni, infatti, va ricordato il progetto che la scuola ha avviato con il Cara di Mineo, che ha consentito a tanti ragazzi del centro e agli studenti del Marconi coinvolti nel progetto, di condividere una straordinaria esperienza formativa comune.
“La scuola – ha detto la professoressa Andreano, autrice del libro che racconta la storia di un immigrato albanese arrivato in Sicilia da clandestino negli anni '90 ed oggi esperto ed apprezzato ceramista a Caltagirone– ha un ruolo fondamentale nell’integrazione dei ragazzi immigrati, perché è luogo di formazione, ma anche di socializzazione, di scambio culturale, di trasmissione di emozioni, di collaborazione tra i ragazzi e di interazione costante con gli adulti”.
A raccontare al Centro Zo la sua esperienza diretta al Marconi è stato Eliah, uno dei ragazzi del Burkina Faso appunto, che frequenta quest'anno le lezioni: “Sono arrivato qua dopo un lungo viaggio – ha detto Eliah – ma anche grazie alla scuola, ai professori e ai compagni, sono riuscito ad integrarmi. Adesso studio per costruire un futuro in questa che è ormai diventata la mia terra”.
Oltre a tanti studenti del Marconi, hanno assistito al dibattito anche i ragazzi della 4 e 5 L, che con grande interesse e coinvolgimento hanno ascoltato le testimonianze dei coetanei immigrati e dei tanti ospiti presenti.

Lucia Andreano RASSEGNA STAMPA