BIOARCHITETTURA   - a cura del prof. Giuseppe Platania

Edilizia sostenibile.jpg  Edificio sostenibile        Edilizia tradizionale.jpgEdificio tradizionale

 

 “…Noi siamo la gente che non taglia gli   alberi… 
                                   gli alberi reggono il cielo; 
                                          il cielo crea i sogni… 
                     solo dai sogni nasce la saggezza…”
                                                                                               (anonimo pellerossa)

La Bioarchitettura è l’insieme delle discipline progettuali che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale, in una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse.
Essa tende a conciliare ed integrare le attività ed i comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali. Ciò al fine di realizzare un generalizzato miglioramento degli standard qualitativi della vita presente e futura.
La novità programmatica della Bioarchitettura non risiede nella specificità delle singole discipline, quanto nel loro collegamento in una prospettiva capace di rivoluzionare la stessa percezione della qualità architettonica. Non si tratta di un nuovo modello formale o di una semplice sommatoria di “tecnologie verdi”; obbliga, infatti, a guardarsi intorno, a scoprire con rinnovata sensibilità la continuità con la storia, le tradizioni, il paesaggio, da affrontare attraverso le nuove consapevolezze dell’eco-sostenibilità e della bio-compatibilità.

L’architettura - cioè l’arte del costruire - deve essere per sua natura: bio (favorevole alla vita); eco (in equilibrio con l’ambiente); logica (intelligente, razionale); naturale (secondo natura, che apprende dalla natura); sostenibile (che soddisfa i bisogni dall’attuale generazione senza limitare le capacità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni).
Pertanto è assolutamente scorretto pensare che la bioarchitettura sia poco più di un settore, di una parte in qualche modo specialistica dell'attività edilizia più generalmente intesa. È, invece, un modo radicalmente diverso di affrontare l'attività umana di costruire e trasformare il territorio.
In questa luce, attraverso una attenta e non nostalgica paura della storia e della tradizione del buon costruire, si può riprendere un percorso tecnologico interrotto, ridando spessore ad una sapienza spesso sepolta e ricominciando, con strumenti nuovi e contemporanei, a dare risposte semplici ad esigenze fondamentali come quella di costruire e abitare in modo sano e consapevole.

La casa, intesa nel senso più ampio del termine, ha sempre avuto un peso estremamente rilevante tra i bisogni primari dell'uomo ed in questo senso è ovvio che la sua qualità, insieme a quella di pochi altri elementi come l'aria e il cibo, è in grado di modificare radicalmente la qualità della vita umana.
D'altra parte l'attività edilizia, per il suo enorme peso produttivo, è inevitabilmente uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale per gli effetti dell'inarrestabile consumo di territorio, per l'altissimo consumo energetico e per le emissioni in atmosfera ad esso connesso, per il sempre più diffuso utilizzo di materiali di origine petrolchimica che oltre a rendere l'aria che respiriamo tra le mura delle abitazioni molto più inquinata di quella già pessima che respiriamo fuori, determinano gravi problemi di inquinamento ambientale durante tutto il loro ciclo di vita.

In sintesi, perché l’architettura bioecologica?
BIOS = VITA
- il 90% della vita di un cittadino europeo medio viene trascorso all’interno di manufatti edilizi (casa, ufficio, scuola, fabbrica, ecc…)
- l'aria che si respira in casa è due-tre volte peggiore di quella che sta fuori casa.

OIKCOS = AMBIENTE
- Il 45% dell’energia prodotta in Europa viene utilizzato nel settore edilizio;
- Il 50% dell'inquinamento atmosferico In Europa è prodotto dal settore edilizio;
- Il 50% delle risorse sottratte alla natura sono destinate all'industria edilizia;
- Il 50% dei rifiuti prodotti annualmente in Europa proviene dal settore edilizio.


Quindi, dalle scelte relative ai metodi costruttivi ed ai materiali utilizzati per produrre nuovi luoghi di abitazione o - come sarebbe preferibile - per mantenere e rinnovare quelli esistenti, derivano direttamente forti abbattimenti dei consumi di energia e, di riflesso, delle emissioni inquinanti, ma anche forti abbattimenti dei rischi per la salute legati all'uso di materiali dichiaratamente nocivi nel ciclo edilizio. Enormi e strategiche sono quindi le opportunità di riequilibrio ambientale offerte dall'utilizzo di un diverso modello produttivo ecologicamente orientato nel settore edilizio.

Oggi è possibile l’impiego di tecnologie che determinano un percorso progettuale che faccia tornare la casa ad essere un luogo favorevole alla vita dell'uomo e del suo ambiente. Tutto ciò non può che essere il frutto di ricerche interdisciplinari ed interconnesse e di una radicale rilettura disciplinare dell'Architettura, da un lato, e di una graduale riconversione dell'industria edilizia dall'altro, che utilizzino il rispetto dell'ambiente, la sostenibilità dello sviluppo, la salvaguardia della salute, come filtro dei propri campi d'azione o meglio ancora come elemento fondamentale di una nuova cultura del progetto e della pratica edilizia che rimetta l'uomo e la natura al centro del proprio operare.

La proposta di ritagliare nel curriculum della specializzazione EDILIZIA uno spazio didattico e formativo orientato allo studio della bioarchitettura, in ragione del 20% delle principali discipline caratterizzanti il corso di studio, è un modo di rispondere a queste problematiche, fornendo agli allievi del nostro istituto l’opportunità di apprendere tecnologie e metodologie progettuali orientate allo sviluppo sostenibile.

Le materie coinvolte nel progetto sono le seguenti.
Terzo anno: 110 ore, così ripartite:
Chimica (20 h) – Impianti tecnici (20 h) - Estimo (20 h) – Tecnologia delle costruzioni (25 h) - Costruzioni e progettaione (25 h)
Quarto anno: 110 ore, così ripartite:
Diritto (20 h) – Impianti tecnici (20 h) – Tecnologia delle costruzioni (40 h) - Costruzioni e progettaione (30 h)

Quinto anno: 110 ore, così ripartite:

Diritto (20 h) - Impianti tecnici (20 h) – Tecnologia delle costruzioni (25 h) - Costruzioni e progettazione (45 h)
 
Nel corso del triennio saranno approfondite le seguenti tematiche:
Terzo anno:
-     Chimica: Chimica sostenibile o "Green Chemistry".
-     Impianti Tecnici: Elementi di Fisica Tecnica.
-     Estimo: Elementi di Ecologia.
-     Tecnologia delle costruzioni: Progettazione sostenibile.
-     Costruzioni e Progettazione: Tecnologia dei Materiali sostenibili.
Quarto anno:
-     Diritto: Legislazione speciale nazionale e regionale.
-     Impianti Tecnici: Energie alternative: il solare termico, l’eolico e la geotermia.
-     Tecnologia delle costruzioni: Progettazione sostenibile.
-     Costruzioni e Progettazione: Progettazione esecutiva dei particolari costruttivi.
Quinto anno:
-     Diritto: Legislazione speciale nazionale e regionale
-     Impianti Tecnici: Energie alternative: il fotovoltaico e la certificazione energetica
-     Tecnologia delle costruzioni: Recupero Edilizio sostenibile
-     Costruzioni e Progettazione: Progettazione esecutiva di un organismo sostenibile
 
 
Nel corso del triennio, per ciascun anno, saranno approfonditi monograficamente e con la concorrenza dei diversi ambiti disciplinari, in orario extracurriculare in ragione di 30 ore annue, altri aspetti della problematica individuati di volta in volta dai consigli di classe (il trattamento dell’acqua potabile; il trattamento delle acque reflue; il trattamento dei rifiuti solidi urbani; la tutela delle aree boschive; ecc…).

Tutte le attività saranno programmate dai consigli di classe all’inizio dell’anno scolastico e, nell’occasione, saranno nominati, per ciascuna classe, i docenti tutor con il compito di organizzare e coordinare le diverse attività inerenti il progetto.

"II mondo che abbiamo creato,
oggi ha problemi che non possono essere risolti
con lo stesso modo di pensare con cui li abbiamo creati".


(Albert Einstein)